Incentivi e rinnovabili: le polemiche non si placano

Secondo il Ministro dello Sviluppo  i meccanismi di incentivazione alle fonti rinnovabili – primo fra tutti, il tanto discusso «Conto Energia» -  sarebbero troppo onerosi.

“Bisogna interrompere un meccanismo di incentivazione all’energia rinnovabile” – ha detto il Ministro, -” che agli italiani è costato 20 miliardi di euro tra il 2000 e il 2010 “. [...] Secondo Legambiente, Greenpeace, Wwf, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Kyoto Club, Ises, Anev, Aper, Assoenergie futuro ed Assosolare, si tratterebbe di una vera e propria battuta d’arresto per le rinnovabili in Italia, con un tetto alla crescita del solare (stop a qualsiasi incentivo dopo il 2014), ma anche il taglio, retroattivo, del 30% agli incentivi all’eolico, nonché nuovi sistemi, ritenuti incomprensibili, per i nuovi impianti.

Secondo Legambiente, in particolare, il Decreto Legislativo presentato da Romani non è altro che un tentativo per dare spazio al nucleare a scapito delle energie rinnovabili [ in questo senso La Nuova Ecologia, il periodico dell’associazione, ha pubblicato ieri un articolo molto esplicito: “Rinnovabili: attacco finale” – ndr].

[da GreenMe]

La versione aggiornata del decreto legislativo prevede lo stop degli incentivi una volta sforato il tetto complessivo degli ottomila megawatt per il solare fotovoltaico. Questo obiettivo è fissato al 2020, ma il decreto avverte che se dovesse essere raggiunto in anticipo, dal primo gennaio del 2014 gli incentivi saranno sospesi fino a che il Governo non deciderà nuovi obiettivi programmatici. Il nuovo testo, inoltre, prevede la verifica dei dati forniti da chi chiede gli incentivi, con controlli a campione sugli impianti, anche senza preavviso.

[da Nuove energie]

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